lunedì 28 luglio 2014

Antiossidanti per chi fuma, beve alcolici e mangia male!

Per chi fuma
Che le sigarette facciano male è ormai un fatto accettato, anche da chi fuma. Il danno che creano è anche legato all’aumento dello stress ossidativo. I fumatori hanno maggiori necessità di due delle vitamine maggiormente antiossidanti, la vitamina E e la C, entrambe “bruciate” dalle sigarette. Quando le sigarette sono davvero molte può essere valutata anche l’assunzione di N-acetil-cisteina, un aminoacido che è anche un potente antiossidante che agisce rigenerando le scorte di glutatione e protegge le vie respiratorie anche in caso di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una patologia collegata al tabacco. È inoltre efficace a livello cardiovascolare.
La posologia è di 500 mg da una a tre volte al giorno con molta acqua, per prevenire calcoli renali. Attenzione: se fumi, alcuni integratori antiossidanti potrebbero non essere indicati. Alcuni studi epidemiologici hanno evidenziato una correlazione significativa fra l’insorgenza di cancro e l’assunzione (in alte dosi e per anni) di betacarotene tramite cibo nei fumatori, confermando viceversa l’azione positiva anticancro del betacarotene in quanti non fumano.

Per chi consuma alcolici regolarmente
Il consumo ripetuto ed elevato di alcol mette a rischio i sistemi di protezione fisiologici nei confronti dei radicali liberi, riducendo le concentrazioni degli antiossidanti endogeni, ma anche aumentando l’ossidazione dei grassi e danneggiando, attraverso questo meccanismo, il fegato, che è l’organo che è chiamato a metabolizzare la maggior parte dell’alcol che ingeriamo. Se valutiamo lo stress ossidativo bere non fa bene, neppure il vino rosso con annesso resveratrolo, l’antiossidante presente nella buccia dell’uva. Si è calcolato che se ne dovrebbero assumere un’ottantina di litri al giorno per poter trarre benefici da questa molecola, cosa evidentemente non verisimile né sana. A protezione del fegato il rimedio migliore resta il cardo mariano, la cui attività antiossidante è dovuta alla presenza di silimarina e fenoli che agiscono come “scravenger” ovvero spazzini dei radicali liberi e che riduce così il danno ossidativo nei confronti delle cellule epatiche.
Il cardo mariano si può assumere come estratto secco: 300 mg, 2-3 volte al giorno una mezz’ora prima dei pasti.

Per chi mangia male
Anche mangiar male, ovvero consumare alimenti con un’alta percentuale di grassi, fritti, poche vitamine, non osservando pasti regolari, aumenta lo stress ossidativo. In soccorso agli “sregolati” viene il Ganoderma lucidum, un fungo che contiene complessi polisaccaridi e proteine con proprietà antiossidanti che contrastano le infiammazioni di basso livello causate da una dieta poco equilibrata, le alterazioni della glicemia, alzando le naturali difese immunitarie. In questo fungo, conosciuto anche come con il nome di reishi, sono presenti inoltre minerali come ferro, manganese, magnesio e germanio, quest’ultimo con attività antiossidante e antitumorale. 
Lo si trova come estratto secco e la dose è di 300-900 mg al giorno come terapia di mantenimento.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...