domenica 29 giugno 2014

Il singhiozzo: cause e rimedi!

Il singhiozzo è causato da una contrazione involontaria del diaframma (un muscolo che si frappone tra torace ed addome) e ed è un evento, che, così come appare senza preavviso, così scompare. Ad ogni contrazione del muscolo diaframma le corde vocali si chiudono facendoci emettere il fatidico hic.

Sono tante le cause che portano al singhiozzo: un pasto abbondante, tale da far dilatare eccessivamente lo stomaco e restringere lo spazio disponibile per il diaframma. Oppure un pasto frettoloso che fa ingurgitare aria oltre che cibo. Seguono bevute eccessive di bevande gasate o alcooliche. Ed ancora spaventi improvvisi, situazioni di stress o ansia protratta nel tempo. Anche bruschi sbalzi di temperatura possono portare al singhiozzo. In genere il singhiozzo dura un minuto circa, massimo due. 

Solo in alcuni casi si arriva alla patologia (un caso su 10.000) che è identificata come la patologia del singhiozzo prolungato. Colpisce più gli uomini che le donne ed è legato a danni degli organi interni del canale respiratorio, che possono avere svariate cause. Interventi chirurgici con intubazione o dopo endoscopie, che irritano o ledono le fibre del nervo frenico (che controlla le contrazioni del diaframma) o del nervo vago, possono dare il singhiozzo.

Anche malattie nervose o del metabolismo (come il diabete), se non malattie tumorali o funzionali (come l’insufficienza renale o il reflusso gastroesofageo), sono tra le ipotesi da vagliare in caso di singhiozzo prolungato (più di 48 ore). Il singhiozzo è, quindi, non solo un disagio, ma anche un sintomo, che, se ben interpretato, può aiutare ad individuare importanti disfunzioni anatomiche o funzionali (soprattutto se dura da anni). Oltre al nervo frenico il singhiozzo coinvolge anche alcune
parti del sistema nervoso centrale: ovvero i centri che controllano la respirazione e l’ipotalamo: ecco perché si manifesta come atto involontario, assolutamente imprevedibile. In genere il singhiozzo, così come viene, altrettanto scompare.

Sono tanti i metodi tramandati per far scomparire il singhiozzo. Ai tempi di Platone un attacco di singhiozzo veniva curato provocando una sequela di starnuti. Tra gli altri metodi strategici si annoverano: bere a piccoli sorsi acqua e limone, respirare in una borsa di carta, ingoiare tutto d’un fiato un cucchiaino di zucchero semolato, prendere uno spavento forte, trattenere il fiato contando fino a trenta.

Se ad avere il singhiozzo fosse un neonato, lo si può prendere in braccio e dargli dei colpetti sulla schiena per aiutarlo ad espellere l’aria di troppo che ha ingurgitato in un pasto vorace.
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