lunedì 5 maggio 2014

Le psicoterapie più comuni: Ecco le differenze tra loro

Alla base della psicoterapia c’è l’instaurarsi di un rapporto di fiducia tra psicoterapeuta e paziente. In teoria anche un amico, il medico di famiglia o un parente può svolgere una forma di sostegno psicologico con parole di conforto e vicinanza se c’è un problema che ci assilla. Quando invece il disagio è più profondo e si trasforma in un disturbo mentale è fondamentale rivolgersi a un professionista. Il compito della psicoterapia non è di dare consigli, ma di aiutare il paziente a rendere sistematica la riflessione sulla difficoltà e a imparare ad affrontarla.

Ecco quali sono le psicoterapie più comuni:

Psicanalisi e altri modelli psicodinamici
L’obiettivo di questa psicoterapia è identifi care e comprendere i momenti chiave per lo sviluppo della personalità di una persona, per ridurne i conflitti interiori e i sentimenti inconsci, come il senso di colpa. Alla base della psicanalisi, fondata da Freud agli inizi del secolo sorso, c’è il concetto fondamentale di inconscio. Si parte dal principio che i disturbi mentali sono espressione di conflitti psichici inconsci, che sono indipendenti dai processi volitivi coscienti. La presa di coscienza dei conflitti interiori aiuta a rimuoverli o almeno ad attenuare i problemi. Per questo l’attività principale dell’analista è quella dell’interpretazione, da parte sia del professionista sia del paziente, e si concentra perlopiù sulla ricostruzione delle esperienze passate del paziente, che questi manifesta attraverso libere associazioni di idee e sogni. Dalla psicanalisi classica sono derivati altri tipi di terapie, generalmente definite psicodinamiche, come quella junghiana, adleriana e bioenergetica. La psicanalisi è indicata per ansia, depressione, diffi coltà di relazione con gli altri, approfondimento dell’autoconoscenza e dell’evoluzione personale.

Psicoterapia cognitivo-comportamentale
Si basa sull’idea che il modo in cui ci sentiamo è influenzato dai nostri pensieri, dalle cose in cui crediamo e dal modo in cui ci comportiamo. Le persone con un problema psicologico tendono ad avere pensieri negativi, che li condurranno ad avere comportamenti scorretti come smettere di fare attività piacevoli. La terapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, incoraggia le persone ad intraprendere nuove attività e a mettere per iscritto i loro pensieri e i loro problemi. Aiuta a sviluppare le abilità delle persone e a identificare e annullare i pensieri negativi, rivalutando le proprie percezioni e credenze. È indicata soprattutto per depressione, ansia e problemi di autostima.

Psicoterapia familiare
È concepita per aiutare le persone a identificare e affrontare i problemi che hanno in quel momento con la loro famiglia o nelle relazioni sociali. Pone attenzione soprattutto alle forme di comunicazione tra i diversi componenti il nucleo familiare. È indicata ad esempio per problemi familiari o coniugali, bambini o adolescenti con comportamenti problematici, anoressia, consumo di droghe.

Terapia di gruppo
Si tratta di una forma di psicoterapia in cui l’intervento del professionista viene fatto all’interno di un raggruppamento di persone che hanno un problema in comune, per esempio hanno perso il figlio o il partner o anche un problema meno specifico. L’obiettivo è condividere l’esperienza e trovare tutti insieme i modi più efficaci per superarla.
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