martedì 28 gennaio 2014

Coloranti pericolosi: ecco l'elenco di quelli da evitare!

E 102 Tartrazina.
Colorante azoico, ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, formaggio fuso, pasta di pesce e crostacei, pesce affumicato, bitter. Sospettato di procurare problemi agli asmatici e agli allergici. Secondo l’Efsa per gli allergici irritazioni della pelle o nasali possono manifestarsi anche con consumi inferiori alla Dga.

E 104 Giallo di chinolina.
Ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, formaggio fuso, confetture, gelatine, marmellate, pasta di pesce e crostacei, bitter. Inadatto per asmatici e allergici. L’Efsa ne ha ridotto la Dga.

E 110 Giallo tramonto FCF/giallo arancio.
Colorante azoico, ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, formaggio fuso, marmellate, preparati di pesce e crostacei, bitter. Sospettato di provocare reazioni allergiche, eruzioni cutanee e danni genetici. Controindicato per gli asmatici e per gli allergici all’aspirina. L’Efsa ne ha ridotto la Dga.

E 120 Cocciniglia, acido carminico, vari tipi di carminio.
Il rosso carminio è ottenuto schiacciando un insetto (Coctus Cacti). È ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, confetture, gelatine, marmellate, cereali da colazione alla frutta, bitter. Può provocare reazioni allergiche, da eruzioni cutanee a choc anafilattico.

E 122 Azorubina, carmoisina.
Colorante azoico ottenuto schiacciando un insetto, è ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle formaggi fusi, conserve di frutta e verdura, pasta di pesce e crostacei precotti, bitter, alcolici. Può provocare reazioni allergiche con eruzioni cutanee.

E 123 Amaranto.
Colorante azoico ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, nelle uova di pesce (escluse quelle di storione, vale a dire il caviale), negli alcolici e nei bitter, è soggetto a limiti di impiego. È sospettato di azione mutagena e cancerogena. L’Efsa ne ha ridotto la Dga (da 0,80 a 0,15 mg/kg pc).

E 124 Ponceau 4R, rosso cocciniglia A.
Colorante azoico, ammesso con limiti di impiego, in prodotti da forno, gelati, caramelle, conserve di frutti rossi, salsicce chorizo e salchichon, bitter, bibite, ghiaccioli. È controindicato per allergici all’aspirina e gli asmatici. L’Efsa ne ha ridotto la Dga.

E 127 Eritrosina.
Soggetta a limiti di impiego e autorizzata solo nelle ciliegie da cocktail e candite, e ciliegie Bigarreaux (94/36/CE), questa molecola sintetica ha causato tumori alla tiroide nelle cavie ed è sospettata di favorire l’ipertiroidismo nell’uomo.

E 129 Rosso allura AC.
Colorante azoico ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, frutti rossi essiccati o in conserva,
crostacei precotti, bitter. Sospettato di provocare allergie cutanee e associato ad azione mutagena e cancerogena nei ratti.

E 131 Blu patentato V.
Colorante di sintesi ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, frutti rossi essiccati e in conserva. È sospettato di causare iperattività, tremore, insonnia, reazioni allergiche cutanee. Studi ne riferiscono la cancerogenicità. Nel marzo 2013 l’Efsa ne ha ridotto la Dga (5 mg/kg pc), che tuttavia è facilmente superata dai bambini.

E 132 Indigotina, carminio d’indaco.
Altro colorante sintetico blu, è ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle. Sospettato di nuocere agli allergici, con sintomi quali nausea, vomito, orticaria, ipertensione, problemi respiratori.

E 133 Blu brillante FCF.
Colorante sintetico ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, conserve di frutti rossi. È sospettato di causare iperattività, orticaria, nausea.

E 142 Verde S.
Colorante sintetico, è ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, confetture, gelatine, marmellate, pasta di pesce e crostacei. Sospettato di leggera tossicità, con effetti iperattività, ansia, reazioni cutanee, insonnia.

E 150c Caramello ammoniacale.
Si sospettano effetti nocivi sul sistema immunitario. Ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, le bevande alcoliche e analcoliche. Secondo l’Efsa, i bambini nella prima infanzia e gli adulti con elevati livelli di consumo dei prodotti contenenti il caramello ammoniacale superano facilmente la dose ritenuta sicura per la salute (100 mg /kg/pc/ giorno).

E 150d Caramello solfitoammoniacale.
Ammesso in bevande analcoliche (cole, chinotto), dolciumi, gelati, prodotti da forno, cereali per la prima colazione, minestre, aceto balsamico, salsa di soia, bevande alcoliche (birra, cognac e whisky). La Iarc, Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità, lo ha classificato nel 2011 come potenziale cancerogeno per l’uomo (gruppo 2B).

E 151 Nero brillante BN.
Colorante azoico ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, pasta di pesce e crostacei, pesce affumicato, bibite. È sospettato di nuocere agli allergici e di genotossicità. Nel 2010 l’Efsa ha confermato la Dga fissata nel 1984 (5 mg/kg di peso corporeo) e dichiarato che “solo alcuni bambini che consumano con regolarità elevate quantità di alimenti contenenti il colorante potrebbero superare tale livello di assunzione”.

E 155 Bruno HT Marrone cioccolato.
Colorante azoico, è ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, crostacei precotti, bibite, prodotti da forno e di pasticceria, salse, condimenti e sottaceti. È sospettato di causare iperattività, asma, riniti, orticaria, insonnia, problemi renali, e di cancerogenicità. Nel 2010 l’Efsa ha dimezzato la precedente Dga (ora a 1,5 mg/kg pc), riconoscendo fondati gli effetti avversi emersi negli studi. In esperimenti su animali esposti a lungo termine a una dose di questo colorante più bassa della soglia di sicurezza fissata in passato, è emersa una “leggera riduzione nell’aumento di peso”. Peraltro, la nuova Dga è facilmente superabile consumando regolarmente quantità elevate dei prodotti che lo contengono.

E 171 Biossido di titanio.
Composto da polvere bianca di origine minerale, è ammesso in prodotti da forno, gelati, caramelle, gomme da masticare, pasta di pesce e crostacei, anche precotti. Certamente impiegato in nanoforma, è oggetto di studi tossicologici, che mostrano già qualche sospetto. Dal 13 dicembre 2014 sarà obbligatorio indicare nell’etichetta degli alimenti la eventuale presenza di ingredienti ottenuti con la nanotecnologia, facendone seguire il nome dalla indicazione “(nano)”. In attesa di maggiori informazioni è consigliabile evitare questo colorante.

E 173 Alluminio.
Usato per decorare o rivestire l’involucro dei prodotti di pasticceria, di caramelle e confetti, questo colorante (grigio) ottenuto da polvere di alluminio desta preoccupazione. Sebbene come additivo sia poco presente nella dieta della popolazione, è considerato l’ennesima dose quotidiana, da sommare all’ingerimento da altre fonti, inclusi cibi e bevande in contenitori realizzati con questo metallo. L’alluminio è associato a danni ai reni e al cervello: è stato individuato in misura elevata nelle persone malate di Alzheimer. Oggetto di interrogazione al Parlamento europeo nel 2012, con richiesta di eliminarlo, il colorante è vietato in Australia.

E 174 Argento.
Ammesso nei liquori e come rivestimento o decorazione di prodotti di pasticceria, caramelle e confetti, e nei liquori, questa molecola di origine minerale è difficilmente eliminata dall’organismo. A dosi eccessive comporta il rischio di colorazione della pelle e avvelenamento. Da chiarire anche la dimensione delle particelle, che potrebbe essere miniaturizzata
(vedi E 171).

E 175 Oro.
Usato come copertura esterna di caramelle, confetti, prodotti di cioccolato, liquori. Da chiarire la dimensione delle particelle, che potrebbe essere miniaturizzata (vedi E 171).

E 180 Litolrubino BK.
Presente nelle croste di formaggio commestibili. Sospettato di causare iperattività, asma, insonnia, reazioni cutanee. Nel 2010 l’Efsa lo ha valutato, assieme agli altri 9 coloranti azoici, giudicando “improbabile che il consumo orale dei coloranti alimentari in questione, singolarmente o in combinazione, dia luogo a gravi reazioni avverse nei soggetti umani ai livelli attuali di utilizzo”.
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