lunedì 7 gennaio 2013

Pesticidi e buccia della frutta: ecco alcune informazioni importanti!

La scorza d'arancia è quasi sempre un ingrediente da evitare accuratamente. Anche se i cartelli obbligatori posti accanto ai banchi di frutta sfusa non dicono niente, la buccia degli agrumi non è commestibile. Per la precisione è "non edibile", come invece riferiscono le etichette sui sacchetti di agrumi.

A motivare il divieto di commestibilità delle scorze è la presenza di alcune sostanze chimiche dalla tossicità per ingerimento ancora indefinita, ma sospetta. Molecole che vengono cosparse sulla buccia degli agrumi perché si mantengano senza muffe molto a lungo, per arrivare dall’albero allo scaffale del supermercato senza alcun segno visibile del viaggio percorso.

La discriminazione tra agrumi confezionati e sfusi non è l’unica cosa strana. Un’altra differenza è che alcune molecole antifungine sono presenti soltanto sui frutti d’importazione, ma non compaiono su quelli italiani. L'ortofenilfenolo (E231) non è registrato in Italia e per poterlo usare si dovrebbe chiedere l’autorizzazione al ministero della Salute: una pratica troppo costosa, antieconomica. L'imazalil, invece, da noi è vietato, ma è comunemente usato per trattare le arance che importiamo dall’estero.

Ancora più singolare del mutismo sulle arance sfuse e dell’importazione di frutta trattata con molecole soggette a divieti e restrizioni in Italia è l'assenza di indicazioni sulla commestibilità degli altri tipi di frutta: Mele, pesche e pere. 

Anche queste sono trattate con le stesse sostanze chimiche segnalate nell’avvertenza che accompagna gli agrumi confezionati. A differenza delle arance però sono mangiate con la buccia. Ma la normativa non impone alcuna avvertenza sulla "non edibilità".
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