lunedì 24 dicembre 2012

La Tares: nuova tassa da pagare

La Tares, il tributo comunale su rifiuti e servizi indivisibili, è la versione aggiornata della Tarsu (la Tassa sui rifiuti solidi urbani, già trasformata da molti Comuni in Tia, la Tariffa di igiene ambientale) ed è disciplinata dall’articolo 14 del decreto Salva Italia approvato l’anno scorso dal governo Monti.

Il nuovo tributo sui rifiuti prevede il pagamento di 4 rate complessive, la prima a gennaio e le altre 3 ad aprile, luglio, dicembre. I Comuni applicheranno una maggiorazione rispetto alla Tarsu di 30 centesimi al metro quadrato (e potranno alzare l’aliquota per un massimo di altri 10 centesimi al metro quadrato). Di conseguenza, come per l’Imu, la prima rata sarà considerata come un acconto, commisurato agli importi di Tarsu o Tia del 2012, mentre il conguaglio arriverà con l’ultima rata di dicembre.

La Tares sarà quindi più cara della Tarsu e della Tia (che però è applicata solo dal 16% dei Comuni) che l’hanno preceduta . E questo perché il nuovo prelievo dovrà non solo coprire per intero i costi che l’amministrazione sostiene per effettuare il servizio di raccolta della nettezza urbana e per la gestione dei rifiuti, ma anche quelli per gli altri cosiddetti “servizi indivisibili”, come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade e tutte le attività diverse da quelle “a domanda individuale”. Come per l’Imu, il pagamento potrà essere effettuato con il bollettino postale o tramite il modello F24, che permette anche di compensare la Tares con eventuali crediti fiscali.
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