venerdì 19 ottobre 2012

Legge di stabilità: tagli ai permessi per chi vive con una persona disabile


Tra i tagli della legge di stabilità c’è anche una sforbiciata sui permessi previsti dalla legge 104/92, la norma che tra le altre cose consente ai dipendenti che vivono con un parente disabile o affetto da handicap di usufruire di tre giorni al mese di permesso per prendersi cura del congiunto (articolo
33).

Oggi ai lavoratori dipendenti viene riconosciuta per quei tre giorni l’intera retribuzione della giornata di lavoro, ma con l’entrata in vigore della legge le cose cambieranno: la somma scenderà al 50%, a meno che il lavoratore non usufruisca dei permessi perché egli stesso affetto da patologie, o perché il familiare in questione è un figlio o un coniuge.

Chi si vede “dimezzare” il diritto è in sostanza chi assiste un genitore malato o un fratello. Chi ha scritto la misura sa bene, però, che in passato gli abusi da questo punto di vista sono stati molteplici. Abusi a parte, la novità non è piaciuta ai sindacati. 

La Cgil ha bollato il provvedimento come “un atto di discriminazione che creerà ulteriori diseguaglianze”. “Scandalosa e indecente”, è il giudizio sulla norma di Nina Daita, responsabile dell’Ufficio disabilità del sindacato.

Ma gli strali sono partiti anche dalle associazioni che rappresentano le persone disabili, senza dubbio le più colpite.
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