giovedì 9 agosto 2012

Avvelenamenti, punture, morsi e ustioni: Ecco cosa fare in caso di emergenza!


Lago, mare, montagna: ogni luogo di villeggiatura ha le sue insidie. 

A partire dalla più comune, la medusa. Bruciore, gonfiore, vesciche: è l’effetto del contatto con i suoi tentacoli che, nei casi più gravi, lasciano sulla pelle vere e proprie ustioni e possono provocare shock anafilattici. Come agire? Lavare subito con acqua di mare, niente acqua dolce e niente ammoniaca ma bicarbonato di sodio. 

Dolore acuto e immediato che può durare anche alcune ore, formicolio, riduzione della sensibilità: è l’effetto tracina. Se ci si imbatte nei temuti pesci che vivono mimetizzati nella sabbia, la prima cosa da fare è togliere gli aculei, che rilasciano il veleno. Inoltre, nel caso di puntura su una mano, sfilare quanto prima gli anelli perché la parte colpita tende a gonfiarsi. Il veleno viene reso inattivo dal calore, quindi è consigliabile immergere la parte dolorante in acqua o sabbia calda. 

Unico serpente velenoso presente in Italia, la vipera non sempre inocula il veleno quando morde. Ma quando questo accade, meno ci si muove e meglio è, per evitare che il veleno entri in circolo nel sangue. L’ideale quindi è immobilizzare l’arto come se fosse fratturato e recarsi in ospedale.

Per questi e altri simili contrattempi, ci si può rivolgere a un centro Antiveleni. In Italia ne esistono molti: i maggiori, aperti 24 ore, sono quelli dell’Ospedale Niguarda di Milano (02/66101029) e del Policlinico Gemelli di Roma (06/3054343).
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