venerdì 20 luglio 2012

Effetti sulla nostra salute da parte dei carburanti!


DIESEL: la sostanza più pericolosa che emette è il particolato, la cui quantità è stata negli ultimi anni fortemente ridotta grazie all’adozione della tecnologia common rail (sistema di iniezione del gasolio a pressione elevatissima e dunque più efficace), al vasto utilizzo dell’elettronica e all’uso dei filtri antiparticolato (Fap) che bloccano e poi bruciano le particelle di particolato. Altre sostanze nocive emesse dai diesel sono l’ossido di azoto e l’ossido di zolfo che in ambiente umido si trasformano in acidi particolarmente aggressivi (le cosiddette piogge acide); l’acido più temuto è l’acido solforico, ma il gasolio europeo ha ormai un contenuto di zolfo bassissimo che ne limita la formazione.

BENZINA: oltre ai composti dello zolfo e dell’azoto, presenti in misura diversa rispetto al diesel, ma comunque significativa, la benzina emette quantitativi importanti di idrocarburi incombusti, tra cui il famigerato benzene, sostanza da tempo riconosciuta cancerogena. Anche in questo caso, si sono fatti enormi progressi grazie, ad esempio, all’adozione della marmitta catalitica che può funzionare solo con la benzina “verde” (ovvero senza piombo). Gli idrocarburi incombusti, prima di uscire dal tubo di scarico, vengono bruciati proprio all’interno del catalizzatore, evitandone la dispersione nell’ambiente.

GPL: cosa significa questa sigla? Gas di petrolio liquefatto. Dunque, trattandosi sostanzialmente sempre di benzina, anche se in forma gassosa, non ci si può aspettare che dal tubo di scarico esca qualcosa di molto diverso; ma una differenza in realtà c’è perché il gpl, essendo gas, brucia molto più facilmente rispetto alla benzina (che è in forma liquida) e quindi rilascia meno idrocarburi incombusti.

METANO: è certamente il carburante migliore tra questi, anche se non è completamente puro (è sempre di una miscela di sostanze). Non c’è zolfo (e dunque niente acido solforico), ma restano i composti dell’azoto. Quando brucia produce acqua (sotto forma di vapore acqueo) e anidride carbonica, certamente meno dannosi. La diffusione di auto a metano, seppur in aumento causa caro-benzina, è ancora marginale perché, a causa delle pressioni in gioco che sono molto elevate, sia l’impianto dell’auto che quello del distributore sono molto costosi.

ELETTRICO: è chiaro che un veicolo dotato di motore elettrico vince la sfida del più ecologico: non emette alcun inquinante durante l’utilizzo, anche se - a seconda del mix con cui viene prodotta l’energia elettrica (fonti rinnovabili, nucleare, combustibili fossili) - c’è da considerare un certo margine di emissioni inquinanti legate al ciclo di produzione. La diffusione dell’auto elettrica è però frenata dal costo elevato (al momento si discute in Parlamento di incentivi) e dall’autonomia ancora limitata.
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