venerdì 1 giugno 2012

Terremoto: Ecco come verificare la stabilità della propria casa


Articolo tratto da Il Salvagente

Ecco quali sono i passaggi da compiere per verificare la “stabilità” della propriacasa ed eventualmente procedere al suo adeguamento.

LA VERIFICA

IL PROGETTO. Il primo passo è trovare il progetto dell’edificio e confrontarlo con il costruito, per valutare le eventuali variazioni non comunicate.

LE DEMOLIZIONI. In mancanza del progetto è necessario procedere alla verifica dei materiali impiegati. In una costruzione in calcestruzzo il punto focale è il pilastro e il nodo trave-pilastro. Per appurarne le condizioni, quindi, può servire l’esecuzione di carotaggi per prelevare ed esaminare il calcestruzzo e l’armatura. Nelle costruzioni in muratura si procede con l’esame della geometria dell’edificio: spessore delle pareti, presenza di fuoripiombo (muri che sporgono o arretrano rispetto all’impronta di base più del suo baricentro) e spessore dei solai. Si esamina poi il collegamento tra tetto e pareti.


IL TECNICO. Al momento, le figure autorizzate a eseguire una verifica nei termini previsti dalle più recenti normative sono gli ingegneri, gli architetti e i geometri iscritti da almeno 10 anni all’Ordine professionale.

L'ADEGUAMENTO

TETTO. L’adozione di tecniche antisismiche è necessaria quando il tetto esercita una pressione “spingente”, che favorisce l’allontanamento delle pareti. L’adeguamentosi realizza con varie tecniche: quella tradizionale è l’inserimento di un cordolo in cemento armato. Tra le più recenti, c’è l’incatenamento o cerchiatura, che consiste nel collegamento di tetto e pareti con barre conficcate nei muri per 50 centimetri e l’uso di fibre di carbonio.

SOLAIO. Il collegamento tra pareti e solai è spesso il punto debole delle case in muratura. Nel consolidamento dei solai interpiano il cordolo in cemento armato ha lasciato il posto a placcaggi con ferri e iniezioni di resine ogni 50 centimetri. Tradizionale è anche la posa di tiranti in acciaio, di regola presenti nelle costruzioni in zona sismica.

MURATURA. Tra i due paramenti (le pareti portanti esterna e interna) c’è un vuoto abitualmente riempito con materiali edili di scarto. Il consolidamento in questi casi richiede l’armatura a sandwich delle due pareti e il loro collegamento con appositi tiranti. Nei centri storici, dove la parete esterna non può essere intonacata, si provvede con la posa di leganti e iniezioni di malta nel sacco. L’opera può richiedere fino a 500 euro a metro quadro.

SCHELETRO CEMENTO ARMATO. Il grado di resistenza dipende dalla qualità dell’esecuzione e dei materiali: calcestruzzo, acciaio, staffe, nodo trave-pilastro e loro corretto posizionamento. Il miglioramento della prestazione degli elementi già esistenti si fa mediante “rivestimento” dei pilastri con speciali materiali leggeri (lamine in Frp), camicie in acciaio o cemento armato, oppure aggiunta di nuovi elementi (controventi in acciaio, interventi di dissipazione).

PARETI. Quelle divisorie non vengono “armate”, ma possono essere rivestite con retine in plastica che impediscano il crollo. Per un consolidamento che non comporta aumento di peso o volume c’è la fasciatura in fibra di carbonio o di vetro. La presenza di crepe specie sui muri portanti, merita l’esame del tecnico. Le lesioni orizzontali spesso indicano un cedimento totale, di cui si deve identificare la direzione.
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