giovedì 28 giugno 2012

Terremoti in Italia: le zone a rischio sismico


L’Italia è divisa in 4 zone sismiche. 

La zona 1 è la più pericolosa e riguarda 716 comuni nel nord-est del Friuli-Venezia Giulia, lungo l’Appennino centrale e meridionale (dall’Umbria alla Basilicata), nel sud-ovest della Calabria e in Sicilia, nella zona di Sciacca e Mazara del Vallo. In questa zona i terremoti possono essere molto forti e distruttivi.

Nella zona 2 i terremoti probabili raggiungono una sismicità medio-alta. Qui insistono 2.324 comuni, soprattutto del Centro-sud, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia e una piccola parte a est del Piemonte.

La zona 3 è considerata a sismicità bassa. I terremoti solitamente non sono forti. Riguarda 1.634 comuni che si trovano in minima parte del Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino, Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo e Puglia e in gran parte dell’Emilia-Romagna.

Dopo il terremoto di maggio, è probabile che molte delle località emiliane colpite finiscano in zona 2.

La zona 4 comprende 3.427 comuni in cui solo gli edifici pubblici devono essere costruiti con criteri antisismici. Qui troviamo i comuni di Val d’Aosta, Piemonte, Alto Adige, basso Veneto, il Promontorio del Gargano in Puglia e tutta la Sardegna.
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