venerdì 1 giugno 2012

Olimpiadi di Londra 2012: lavoratori dei paesi poveri sfruttati


Lavorano in condizioni disumane per salari da fame. Sono costretti agli straordinari sotto minaccia di licenziamento e non possono organizzarsi in sindacato. Hanno contratti per lo più a termine, perché questo “esonera” i datori di lavoro dal pagare pensioni, assenze per malattia, congedi di maternità. 

I giochi sono fatti, e sono terribili, per i lavoratori che in Cina, nello Sri Lanka e nelle Filippine lavorano nelle fabbriche che producono abbigliamento sportivo per le multinazionali e gli abiti per gli atleti e i volontari delle Olimpiadi 2012 di Londra. “Fair Games?”, il nuovo rapporto di PlayFair, ha accertato in 10 fabbriche uno “sfruttamento sistematico e diffuso dei lavoratori”. 

In Sri Lanka ci sono operai che sopravvivono con un quarto del salario che permetterebbe una vita dignitosa. Nelle Filippine, uno su due deve ricorrere agli usurai, per campare. In Cina dividono camere anguste e sovraffollate, con acqua calda solo dopo le 23, al termine del turno di lavoro. Per sollecitare il movimento olimpico e i marchi del settore tessile a ripristinare condizioni di lavoro dignitose PlayFair ha lanciato un petizione. Una firma (su www.playfair2012.org.uk) è un piccolo gesto che può avere grandi conseguenze.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...