mercoledì 7 novembre 2018

Alito pesante: cause e rimedi!

Il 40% degli italiani soffre di alitosi. Anche se molti cercano di camuffarlo con caramelle balsamiche e spray rinfrescanti, l’alito cattivo è spesso la spia di un problema di salute generale e i rimedi salvafreschezza spacciati come risolutori sono di breve durata. Per eliminare questo disturbo occorre invece intervenire sulle vere cause dell’alitosi.

Se nasce dai denti
Nella gran parte dei casi le colpe sono di una scarsa igiene orale, la placca batterica, combinandosi con i residui di cibo, dà il via a reazioni chimiche che producono gas di zolfo, responsabili di un odore sgradevole. Inoltre, con il tempo, la placca si trasforma in tartaro, un cemento duro che infiamma e fa sanguinare le gengive: i globuli rossi si sedimentano nel solco gengivale e, degradandosi, alterano ulteriormente la freschezza dell’alito. Anche le carie possono sprigionare un odore acre e persistente. Lavati i denti dopo ogni pasto. La sera utilizza il filo interdentale e uno spazzolino morbido per detergere la lingua: i batteri orali si sedimentano anche sulla sua superficie. Durante la giornata, bevi spesso acqua e limone, o mastica chewingum senza
zuccheri: stimolano la salivazione, meccanismo di detersione naturale della bocca. No alle sigarette: trasformano la placca in tartaro.

Se è dovuto ad una faringite
L’alito può perdere la sua freschezza anche per colpa di disturbi che colpiscono le prime vie aeree, infatti quelli più frequenti sono le tonsilliti e le faringiti croniche. In gola si formano sacche batteriche che, pur non dando sintomi come bruciore o dolore, sono all’origine del cattivo odore. Possibile alitosi in agguato anche per colpa di un setto nasale deviato, soprattutto se questa malformazione impedisce il normale deflusso del muco. Questo ristagna all’interno delle narici e, poiché il retro del naso è in diretta comunicazione con la bocca, può riservare insospettabili effetti anche sulla freschezza dell’alito.

Se è dovuto ai disturbi digestivi
L’alito cattivo può essere dovuto anche a problemi delle vie digestive, come il colon irritabile (caratterizzato dall’alternanza di stitichezza e diarrea). La flora batterica produce una maggior quantità di gas, e una parte di questi può diffondersi dalle pareti intestinali al sangue, esalando poi all’esterno attraverso il respiro. Oppure, le colpe possono essere di un fegato eccessivamente sovraccaricato, magari perché hai assunto dei farmaci (antibiotici, per esempio), o perché stai esagerando con gli alcolici: il fegato è in prima linea nel metabolizzarli e, se è affaticato, l’alito
può assumere un vago odore di ammoniaca. Se ti senti la pancia molto gonfia, segno che
produci troppi gas, riduci il consumo di pane, pasta, pizza e legumi. Mastica più a lungo. Se con il gonfiore hai diarrea o stipsi che non passano, parlane con il medico. Nel primo caso può prescriverti prebiotici, in grado di colonizzare la tua flora batterica intestinale; nel secondo caso integratori a base di fibre insolubili, come l’ispagula, che hanno un effetto lassativo. Se invece è il fegato a essere in crisi, elimina semplicemente gli alcolici e segui un’alimentazione ricca soprattutto di frutta e verdura e povera di grassi di origine animale (come panna e burro).

Ricorda: cipolla, aglio, curry e alcolici, se soffri di alito pesante evitali. Una volta assimilati, questi cibi passano infatti nel sangue e una certa quota si trasforma in gas volatile, che viene poi eliminato con il respiro. Se proprio non vuoi rinunciare a qualche spicchio d’aglio nei tuoi piatti (fa bene), per evitare sgradevoli “effetti collaterali”, subito dopo il pasto ti basta sgranocchiare una mela o consumare delle foglie di lattuga fresca. Una recente ricerca dell’Ohio State University, pubblicata sul Journal of Food Science, ha dimostrato che questi provvedimenti riducono del 50% l’alitosi.
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